
24, 18 o 9 Carati? Guida Definitiva alla Caratura dell’Oro e al Suo Valore Reale
Quando si osserva un gioiello di famiglia o si decide di acquistare un lingotto per diversificare i propri risparmi, ci si imbatte quasi sempre in una sigla numerica accompagnata dalla lettera “K” o “kt”. Per molti, questi numeri sono solo dettagli tecnici, ma per chi desidera vendere i propri preziosi presso un compro oro a Torino o altrove, rappresentano l’informazione più importante in assoluto.Quei numeri indicano la caratura, ovvero la carta d’identità del vostro oro. Capire la caratura non serve solo a conoscere la qualità del metallo, ma è fondamentale per calcolarne il valore economico reale. In questa guida completa, esploreremo cosa significa esattamente questo termine, le differenze tra le varie tipologie e come verificare cosa avete nel portagioie.
Che cos’è la Caratura dell’oro?
La caratura è l’unità di misura utilizzata per indicare la purezza delle leghe d’oro.L’oro, allo stato naturale, è un metallo estremamente “tenero”. Se provassimo a creare un anello con oro puro al 100%, questo si deformerebbe con una semplice stretta di mano e si graffierebbe molto facilmente. Per questo motivo, in gioielleria, l’oro viene quasi sempre mescolato (o “legato”) con altri metalli più duri come rame, argento, nichel o palladio, che ne aumentano la resistenza meccanica e ne modificano il colore.La scala della caratura si basa su 24 parti.- 24 Carati (24kt) significa che 24 parti su 24 sono di oro puro. È la purezza massima.
- Scendendo nella scala, la quantità di oro diminuisce e aumenta quella degli altri metalli.
Le Diverse Carature: Composizione e Valore
Quando portate i vostri oggetti in un negozio compro oro a Torino, l’operatore dividerà i vostri gioielli in base alla caratura, perché il prezzo al grammo varia drasticamente da una categoria all’altra. Vediamo le principali.1. Oro 24 Carati (Titolo 999)
Questo è l’oro puro al 99,9%. Ha un colore giallo intenso, quasi aranciato, ed è molto morbido.- Uso: È utilizzato principalmente per lingotti e monete da investimento (come le Sterline o i Marenghi, anche se molte monete storiche sono in realtà a 22kt o 21kt). Raramente viene usato per i gioielli in Occidente, mentre è più comune in alcuni paesi asiatici.
- Valore: È il più alto in assoluto.
2. Oro 22 Carati (Titolo 916)
Composto per il 91,6% da oro puro e per l’8,4% da altri metalli.- Uso: Molto diffuso nella gioielleria indiana, araba e mediorientale, oltre che in alcune monete (come la famosa Sterlina d’oro inglese o il Krugerrand sudafricano).
- Valore: Molto elevato, appena sotto l’oro puro.
3. Oro 18 Carati (Titolo 750) – Lo Standard Italiano
Questa è la caratura regina in Italia. Se possedete gioielli acquistati in una gioielleria di Torino o di qualsiasi altra città italiana, al 99% si tratta di oro 18 carati.- Composizione: Contiene il 75% di oro puro e il 25% di metalli leganti (rame e argento solitamente). Questa miscela offre il perfetto equilibrio tra valore prezioso, lucentezza e durezza necessaria per incastonare pietre preziose e resistere all’usura quotidiana.
- Valore: È il punto di riferimento per il mercato dei gioielli usati.
4. Oro 14 Carati (Titolo 585)
- Composizione: Contiene solo il 58,5% di oro puro. Il restante 41,5% sono altri metalli.
- Uso: Poco diffuso nella produzione italiana, è invece lo standard negli Stati Uniti, in Germania e in molti paesi dell’Est Europa. È molto più duro e resistente, ma ha un colore giallo meno intenso.
- Valore: Vale sensibilmente meno del 18 carati (circa il 22% in meno al grammo).
5. Oro 9 Carati (Titolo 375)
- Composizione: Qui l’oro è minoranza. Contiene solo il 37,5% di oro puro, mentre il 62,5% è composto da altri metalli.
- Uso: Spesso utilizzato nella gioielleria “low cost” o industriale moderna per mantenere i prezzi accessibili al grande pubblico.
- Valore: È il più basso. Quando si vende questo tipo di oro, bisogna aspettarsi una quotazione circa dimezzata rispetto al 18 carati.
Come Verificare la Caratura del Proprio Oro?
Prima di recarvi presso un compro oro a Torino, potete effettuare alcune verifiche preliminari per capire cosa possedete. Ecco come fare:1. La ricerca del Punzone (Hallmark)
La legge italiana è molto severa: ogni oggetto in oro deve recare un marchio (punzone) che ne identifichi il titolo e il produttore.Prendete una lente d’ingrandimento e cercate una piccola incisione, solitamente all’interno degli anelli o sulla chiusura di collane e bracciali.- Se leggete un numero all’interno di una forma a rombo con scritto 750, avete oro 18 carati.
- Se trovate 585, è oro 14 carati.
- Se trovate 375, è oro 9 carati.
2. La Prova della Calamita
L’oro non è magnetico. Se avvicinate una calamita potente al vostro gioiello e questo viene attratto, significa che all’interno c’è una grande quantità di metallo ferroso. Potrebbe trattarsi di bigiotteria o di oro a bassissima caratura. Tuttavia, questa prova non è definitiva: anche l’argento e il rame non sono magnetici, quindi un falso ben fatto potrebbe non attaccarsi alla calamita.3. Il Test dell’Acido (Pietra di Paragone)
Questo è il metodo utilizzato dai professionisti. Quando entrate in un compro oro, l’esperto sfregherà leggermente il gioiello su una pietra scura (pietra di paragone), lasciando una traccia dorata. Successivamente applicherà una goccia di acido specifico per la caratura presunta (es. acido per 18kt).- Se la traccia rimane brillante, l’oro è autentico e della caratura corretta.
- Se la traccia svanisce o “frigge”, l’oro è di caratura inferiore o è falso.